Cos’è la decarbossilazione della cannabis

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Decarbossilazione cannabis

Tabella articolo

Sembra un parolone, ma altro non è che una reazione che, per mezzo del calore, converte tutti i cannabinoidi contenuti della cannabis nei loro corrispondenti.

I cannabinoidi sono più di 80 ma i più conosciuti sono il THCA e il CBDA.

La decarbossilazione quindi trasforma  il THCA in THC attivando gli elementi psicotropi della cannabis e trasforma il CBDA in CBD attivando così gli elementi olistici della cannabis.

Perché é importante decarbossilare?

Si giova degli effetti sballanti del THC o degli effetti olistici del CBD solo dopo averli attivati.

Se si decide di fumare o vaporizzare la cannabis, ecco che automaticamente si innesca la decarbossilazione. 

Per questo è bene eseguire questa operazione soprattutto per creare gli edibili. Non avrebbe senso creare degli edibili con parti crude della pianta.

Ogni volta che vuoi creare un dolce o un piatto per godere dei benefici del CBD, è necessario fare questo processo.

Gli edibili, quindi,  richiedono questa procedura per avere il massimo degli effetti.

(Nei miei post parlero’ sempre di preparazioni con cannabis light quindi con alto valore CBD e con  THC nei limiti consentiti dalla legge.)

Decarbossilazione: temperatura

Visto che e’ un’operazione che richiede calore, l’unico aspetto veramente importante e’ la temperatura.

I valori più giusti per l’ottimizzazione di tutti i benefici e’ di  105/110 gradi mantenendola costante per un tempo di 30 max 45 minuti.

Temperature superiori potrebbero danneggiare cannabinoidi e terpeni.

Procedimento di decarbossilazione

Ci sono vari modi per decarbossilare la cannabis ma le persone che decarbossilizzano la cannabis per crearne degli edibili, generalmente usano il forno di casa.

Bene: per prima cosa bisogna procurasi delle infiorescenze o delle foglie. Per queste ultime bisogna scegliere le piccole foglioline in prossimita’ dei fiori che vengono rimosse durante la fase di pulizia.

Utilizzare queste foglie garantisce che ci sia un buon quantitativo di resina e terpeni.

La massima concentrazione invece si trova sulle infiorescenze.

In questo caso ho utilizzato delle micropoppe. Si tratta di un mix di foglioline e fiori di piccole dimensioni chiamate pop-corn.

Come si vede dalle foto (foto 1), ho ancora tutti i rami attaccati perche’ li ho presi dalla camera di essiccazione dove la pianta viene messa ad essiccare intera.

  1. Per prima cosa è necessario pulire i rami e raccogliere tutto il materiale in una ciotola (foto 2);
  2. quindi con le mani cercare di frantumare il più possibile (foto 3);
  3. a questo punto stendere tutto in una teglia antiaderente (foto 4) o inserire uno strato di carta forno sulla base
  4. infornare ad una temperatura che oscilla tra i 105 e 110  gradi (foto 5) mantenendo la temperatura costante per circa 30 max 45 minuti

Girare una sola volta.

Non eccedere con la temperatura troppo elevata perche’ verrebbero distrutti  gran parte dei cannabinoidi e di conseguenza verrebbero meno i benefici ottenuti dal cbd.

Una volta terminato il processo, potete conservare la vostra cannabis decarbossilata in un barattolo chiuso fino al momento dell’utilizzo.

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Maria Grazia Iulianetti

Maria Grazia Iulianetti

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198 commenti su “Cos’è la decarbossilazione della cannabis”

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